Soraya Tappeti

IRAN: TERRITORIO, STORIA E CULTURA.

Il nome Persia, come veniva chiamata nell'antichità l'attuale IRAN, repubblica islamica dell'Asia Centrale, è stato a lungo usato per riferirsi alla sua arte, al suo popolo, e ai suoi antichi imperi. Fin dall'antichità al centro degli interessi e degli obbiettivi di conquista dei più grandi popoli, dai Greci di Alessandro Magno, gli Arabi, i Turchi, i Mongoli capeggiati da Gengis Khan, i Turkmeni, i Turchi ottomani ai colonialisti europei come i Portoghesi.

Con capitale Teheran, il paese confina a ovest con l'Iraq e la Turchia, a nord con l'Armenia, l'Azerbaigian e il Turkmenistan, a est con l'Afghanistan e il Pakistan, è bagnato a nord dal Mar Caspio, a sud dal golfo Persico e dal golfo di Oman.

Amministrativamente l'Iran è suddiviso in 26 province , e  Teheran ne è la principale città del paese. Il territorio iraniano è in larga parte formato da montagne, nella parte centrale del paese si estende l'altopiano Iraniano, con un’altezza media di oltre 1000 metri. Le scarse zone pianeggianti si trovano lungo la costa del Mar Caspio e nel Khuzestan, l'area a ridosso del corso dello Shatt al-Arab lungo il confine con l'Iraq. L'Iran è ricco di giacimenti di petrolio e gas naturale, altre risorse del sottosuolo sono il carbone, il ferro, il piombo, la bauxite, lo zinco, il rame, il cromo, il manganese e l'uranio. Grande importanza hanno l'allevamento e l'agricoltura. Tra le industrie i settori più sviluppati sono quello tessile (lana, tappeti, stoffe), siderurgico, petrolchimico, chimico e della trasformazione dei prodotti agricoli.
In Iran, come in tutte le società islamiche, l'arte preferisce esprimersi attraverso forme non figurative, derivative e stilizzate, piuttosto che in modo figurativo, realistico e innovativo. Molte forme d'arte iraniana si sono sviluppate prima della conquista araba, ma poiché quasi tutte hanno raggiunto l'apice nel corso dell'era islamica, le influenze religiose di rado sono assenti. Il tappeto persiano è l'articolo d'esportazione più famoso dell'Iran, risale addirittura al V secolo a.C., ed è ancora parte integrante delle feste religiose e culturali (e dell'economia). La musica tradizionale più affascinante e melodiosa appartiene alle minoranze etniche, come i turkmeni, gli azeri, i curdi, e i lur. Nel corso del IX secolo apparve per la prima volta una forma di poesia persiana che lentamente si sviluppò nel canone duraturo dei poemi epici e delle poesie a versi sciolti che oggi fanno parte del tesoro culturale iraniano. La pittura persiana risale al periodo selgiuchide, poi scomparse fino al XVI secolo quando rifiorì nella forma dell'arte calligrafica, specialmente a Shiraz. Altre rilevanti forme di artigianato persiano comprendono la lavorazione del metallo, quella del vetro e del legname, mentre, più recentemente, la produzione cinematografica iraniana ha goduto di un notevole successo: Mohsen Makhmalbaf, autore di Gabbeh, è il regista più controverso e più elogiato dell'Iran.

La religiosità dell'Iran è la caratteristica culturale che emerge fra tutte e pervade tutti gli aspetti della vita quotidiana. L'essenza dell'islamismo è che esiste un unico dio e che il dovere del popolo è di credere in lui e di servirlo come è scritto nel Corano. In arabo, il termine 'islam' significa 'sottomissione' e il musulmano è chi si sottomette al volere di Dio. Le espressioni quotidiane principali che caratterizzano l'islamismo fondamentalista sciita sono il comportamento e il modo di vestire modesto che è d'obbligo nelle moschee. La lingua nazionale dell'Iran è il persiano, conosciuto anche come 'farsi', di origine indoeuropea. Le altre lingue principali nelle diverse regioni sono l'azero, il curdo, l'arabo e il luri (parlato dai Lur); nell'ambito delle 26 province ci sono decine di altre lingue, come il gilaki, il beluchi e il turkmeno. La scrittura araba fu adottata dal persiano dopo l'introduzione dell'islamismo, ma non esiste un metodo standard di traslitterazione dal persiano all'italiano.